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  • Lug

(Matt) “Phase Three” mi aveva lasciato veramente l’amaro in bocca: canzoni troppo poppettose e pochi pezzi cattivi e tirati.
Questo “Invasion USA” invece si può considerare il vero erede di “Storm The Streets”. I pezzi migliori sono l’iniziale “Agent for H.A.R.M.”, “Heart out of season” dagli echi power pop e “Castle of Fu Manchu” per quanto riguarda le composizioni di Vapid e “Gemini Man” e “Time of the apes” dalla parte di Ben, ma le cadute di tono sono veramente poche.
Questo disco spacca il culo, però se vi piace quel pop punk più ruffiano alla Teenage Bottlerocket, allora forse ci metterete un po’ a digerirlo. Comunque, per sicurezza, consultate un otorino.

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