Archive for Gennaio, 2011

:: RADIO BAM! :: Episode 97 :: Tuesday 25 Jan. ::

Mercoledì, Gennaio 26th, 2011

RADIO BAM! 4th season!
Every tuesday night 9pm - 10pm on Radio Onda D’urto
99.600 Mhz / 99.700 Mhz / Streaming

Playlist 25/01/11 - “Telephone Love”

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Queers - Burger King Queen (Lookout CD)
Sloppy Seconds - You can’t kill Joey Ramone (CD)
Apers - Dumb Little Band (CD)
Madd - Credi in Me (preview!)
Redondo Beat - The spell i’m Under (Dyonisus CD)
Teenage Fanclub - Sparky’s Dream (CD)
Yum Yums - Valerie (Kid Tested CD)
Paul Collins Beat - Kings of Powerpop (CD)
John Wesley Coleman - Can’t sleep (CD)
Townes Van Zandt - F.F.V. (CD)
Golden Boys - La La Birdie (Alien Snatch LP)
Assyrians - Fossyls (demo)
Squadra Omega - All Words You can Find (7”)

Netmage 11 - Bologna, Palazzo Re Enzo (20,21,22 gennaio 2011)

Venerdì, Gennaio 21st, 2011

Ieri sera ha preso il via l’undicesima edizione di NETMAGE, l’annuale appuntamento internazionale dedicato agli incroci fra arti elettroniche, visive, musicali e performative. E’ quindi il contemporaneo ad essere protagonista, attraverso una serie di performances/rappresentazioni nella maggior parte dei casi in prima nazionale o reinterpretate appositamente per l’occasione. Aspettatevi quindi frequenze aliene, sperimentazioni rumorose, ma anche tanto groove (grazie agli afro-tribali In Zaire) e visioni psicotrope (che ci verranno offerte dalla Squadra Omega nell’after party al Locomotiv).

Ecco a voi il programma delle due restanti serate. Non mancate.

Xing
presenta
Netmage 11
International Live-Media festival - 11a edizione
20/21/22 gennaio 2011
Bologna - Palazzo Re Enzo

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venerdì 21 gennaio

h 21.00
Gaëtan Bulourde/Olivier Toulemonde (F) Not every object used to nail is a hammer

h 21.00
Massimiliano Nazzi (I) Life Kills

h 22.00
Barokthegreat/Michiel Klein (I/NL) Russian Mountains

h 22.30
Calhau! (P) Quadrologia Pentacònica
James Ferraro (USA) Toilet Toad T.V. Overdrive
Bruce McClure (USA) Se Volessi Fare Un Fuoco Che Seza Dano Infuocherebbe Una Sala, Farai Cosi
Cao Guimaraes/O Grivo (BR) Live

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sabato 22 gennaio

h 21.00
Gaëtan Bulourde/Olivier Toulemonde (F) Not every object used to nail is a hammer

h 21.00
Massimiliano Nazzi (I) Life Kills

h 22.00
Barokthegreat/Michiel Klein (I/NL) Russian Mountains

h 22.30
Ries Straver (NL)
Thomas Köner/Jürgen Reble (D) Camera Obscura
Home Movies/In Zaire (I) Paper Mache
Luke Fowler/Keith Rowe/Peter Todd (UK) The Room
Prince Rama (USA) I want my life back
Pippi Langstrumpf (I) dj set

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Xing Milano elenabari@xing.it >>
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:: RADIO BAM! :: Episode 96 :: Tuesday 18 Jan. ::

Mercoledì, Gennaio 19th, 2011

RADIO BAM! 4th season!
Every tuesday night 9pm - 10pm on Radio Onda D’urto
99.600 Mhz / 99.700 Mhz / Streaming

Playlist 18/01/11 - “We’re goin into Space”
Guests in Studio / on Telephone: Simone Riccobelli, The Photogenics

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Paul Collins Beat - C’mon Let’s Go (CD)
Death by Unga Bunga - Juvenile Jungle (Spoon Train CD)
Photogenics - Tentacles (demo)
Proton Packs - Apocalypse Camion (preview! Business CD)
Tough - Abduction UFO (El Topo LP)
Sensibles - I Still Miss You (demo)
Apers - Rocks in my Head (CD)
Methadones - Over the Moon (CD)
Reekys - Dad’s Gone Mental (7”)
Billy Bragg - Help Save the Youth of America (CD)
Caso - Fiato Corto (CD)
Mr. T Experience - She’s Coming Over (Lookout CD)
Parasites - Hang Up (Lookout CD)
Queers - This Sandal Shit Has Got to Stop (Lookout CD)
Bomb Bassets - Crying Crying Ctrying (Lookout CD)
20 Belows - What a Nightmare (Monster Zero CD)
Groovie Ghoulies - Valentine (Lookout CD)

The Dirtbombs - Party Store - 3 x 12″ (In The Red)

Martedì, Gennaio 18th, 2011

(Vom) Lo dico in apertura. Questo disco sarà malvisto da buona parte dei rednecks che si coagulano attorno alla supposta “scena garage-punk”.
Siamo solo a metà gennaio e l’opera dei Dirtbombs si accaparra, quantomeno per lucidità archeologica e spavalderia, più di un podio. Chi segue sin dagli esordi Mick Collins, sa che il ragazzone non si è mai adagiato sugli allori, sporcandosi costantemente le mani con blues, punk, jazz, gospel, noise, funk, soul, pop e via enumerando.  Pur con tutti gli stravolgimenti del caso, le differenti bands e direzioni sonore, Mick continua a dimenarsi nella stessa discarica detroitiana immortalata in un video dei Gories (costato la bellezza di $20). Del beat non butta via nulla, tantomeno della cultura musicale della sua città natale, e l’ultima sua opera mette in risalto quest’aspetto sin dalla cover art: un’insegna che è l’emblema del marciume di una città e dei suoni che produce, del suo sfacelo economico ma anche dello humour indispensabile per rileggerne il passato. Non per niente questo è un party album!
Dieci anni fa con “Ultraglide in black” i Dirtbombs omaggiarono la black music, dai Parliaments a Phil Lynott; ora l’operazione si fa ancor più concettuale, poiché sotto i ferri finiscono alcuni dei migliori scampoli dell’era post-disco di Detroit. E con disco, intendo proprio DISCO, quella con la mirrorball in mezzo alla sala. Synth-dance, house, techno ed electro sono i riferimenti sonori che in questi solchi vengono trasfigurati in un vortice che parte dal Michigan per atterrare in terra krauta. Loops & drones, chiamateli come volete. Patterns, in fin dei conti, acidi, danzabili, alienanti, dipende dalla traccia in cui incappate. Con “Good life” degli Inner City e “Strings Of Life” di Derrick Mays si raggiunge l’apice del dancefloor, tanto che non oso immaginare i litri di sudore che si verseranno durante il tour di questo album, manco fossimo sulla pista del mitologico The Scene.
Ad ogni modo, come era lecito aspettarsi, in questo “Party store” gli articoli esposti sono variegati, tanto che la traccia 6 è una suite/mantra di 20 minuti che fa rivivere “Bug in the bass bin” dell’Innerzone Orchestra , agghindando l’originale funk tribale con rumorismi arkestrali, con lo stesso Carl Craig addetto al synth-programming.
Sia che vadano attorno a perle gelide come Cybotron con il loro consueto armamentario - doppia batteria, of course, e molte parentele con la foresta nera degli A-Frames  - , sia che si abbandonino a sperimentazioni con pads elettronici e pedali assortiti, il risultato rimane stupefacente. E chissà che giunti alla fine del lato F non ci si renda conto che l’anima e le pulsioni sono comuni, seppur veicolate attraverso linguaggi differenti. “Humanize something that is without error”, ecco quel che è.

N.B. Merita l’acquisto anche solo per l’adesivo appiccicato nell’edizione triplo 12″.

http://www.thedirtbombs.net/

http://www.intheredrecords.com/

:: RADIO BAM! :: Episode 95 :: Tuesday 02 Jan. ::

Domenica, Gennaio 9th, 2011

RADIO BAM! 4th season!
Every tuesday night 9pm - 10pm on Radio Onda D’urto
99.600 Mhz / 99.700 Mhz / Streaming

Playlist 04/01/11 - “Burgers for the new year!!”

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Davila 666 - Callejon (Burger Tape)
Apache - Outside (Burger LP)
Resonars - Riding Backwards (Burger LP)
Nobunny - Monster Kiss (Burger Tape)
Audacity - Power Drowning (Burger CD)
Little Medusas - Stuck on Planet Earth (demo)
Sensibles - Dave Dynamite (demo)
Kepi Ghoulie - Kids Go Go Go Crazy (CD)
Goodnight Loving - Into a Grape (Dirtnap LP)
Sugar Stems - Black & Blue (Bachelor LP)
John Wesley Coleman III - Lazy Baby (Goner CD)
Dwight Twilley - Ten Times (Burger LP)
Bombon - La Playa (Burger Tape)
Jaill - Snake Shakes (Sub Pop LP)
Conspiracy of Owks - A Silver Song (Burger Tape)

Radio BAM! “Best of 2010″

Mercoledì, Gennaio 5th, 2011

The mighty House of Rock asked me to fill in a “Best of 2010″
My own favourite records, songs and shows of the last year
I’ve never done it before…but well, there’s always a first time, right?!
It wasn’t easy, though…

ÅRETS ALBUM (no particular order):
01 The Parting Gifts “Strychnine Dandelion”
02 Bruce Springsteen “The Promise”
03 Goodnight Loving “The Goodnight Loving Supper Club”
04 Coral “Butterfly House”
05 Conspiracy of Owls “s/t”
06 The Sugar Stems “Sweet Sounds Of The Sugar Stems”
07 Mmoss “i”
08 Caroline & the Treats “Bad All Over”
09 Surfin’ Lungs “Full Petal Jacket”
10 Golden Boys “The Electric Wolfman”
11 Vermillion Sands “s/t”
12 Jaill “That’s how we burn”
13 Manges “Bad Juju”
14 Il Buio “s/t”
15 Harlan T Bobo “Sucker”

ÅRETS LÅT (no particular order):
01 “Hamster in a Cage” Harlan T Bobo
02 “Bound to let me down” The Parting Gifts
03 “Tower of diamonds” Conspiracy of Owls
04 “Bubblegum Summer” Surfin’ Lungs
05 “That’s how we burn” Jaill
06 “The Walnut Tree” Movie Star Junkies
07 “Ain’t good enough for you” Bruce Springsteen
08 “Ain’t it Weird” Goodnight Loving
09 “Strichnine Dandelion” The Parting Gifts
10 “Rock with me forever” Golden Boys

ÅRETS KONSERT:
01 The Fevers Guilty Boat, Venice
02 Langhorne Slim Ghost Lake Party, Sarnico (bg)
03 Total Trash Festival Parkside, San Francisco (ca)
04 Wilco Treatro Comunale, Ferrara
05 Mojomatics House of Rock, Oslo

Belli, brutti e cattivissimi - Frattaglie del 2010

Lunedì, Gennaio 3rd, 2011

(Vom) Per esorcizzare l’anno neonato ed evitando la trappola del listone della spesa “The best of 2010″, evado un po’ di robaccia rimasta a prendere polvere. Alla prima stazione di questa dolorosa processione incontro i The Men, che sicuramente fanno sogni bagnati in location tipo il Golden Torch o la Blackpool Mecca. Soul, soul, soul, indeciso se stare dalla parte del r’n’b bianco venato pop o sulla riva piena di negri sudati e scalmanati. L’insieme non è del tutto esaltante, ma i ragazzi ci mettono anima e core, azzeccando alcuni refrains  e piazzando un malizioso hammond che schifo mai non fa. Oh, dimenticavo:  in “Leaving fairview park” fanno il verso agli Hollies pissighedelici, sfoggiando flauto traverso e tamburello. Vedete voi se è un punto a favore o di demerito. Per me è mezzo pollice verso the sky.

Nacho Fever (”Narvous as chained monkeys” CD), da Reggio Emilia, ancora una volta rhythm’n’blues, però inzaccherato di garage punk. Attivi ormai da alcuni annetti, musicalmente ben piazzati, dal vivo esagitati ma… ma… nel complesso non proprio sbalorditivi. Il tallone d’Achille è il cantato, che arranca e non aiuta a far decollare i brani, anzi… Ed infatti il momento più interessante è la strumentale “Beat… of course!” .

La Sunny Day Records mi offre i prossimi due dischi.  The Shake (”Try to get ready” CD), desde Almeria, si presentano, tanto per cambiare, vestiti di tutto punto con gessati d’ordinanza. Che due maroni. Mai che un gruppo garage si conci come gli Skrewdrivers o una band  black metal indossi bermuda, bandana e maglietta della Vision. Dai, cazzo, un po’ di fantasia! Vabbé, che volete che suonino? Soul, beat e tanto pop sulla scia degli Standells. La prima traccia è un bel rip off dei Manfred Mann, “Shame on you” copia senza accorgersene l’attacco di “I’m a miracle worker” e via di questo passo. Non male, per carità, ma ci sono mille altri dischi con idee originali prima di arrivare a loro.

In epoca di beach-fi, coast-gaze e cazzinmare vari, gli spagnoli Los Immediatos fanno un tuffo carpiato indietro di 50 anni e ci regalano un fiero jingle-jangle che se ne fotte della moda. Corettoni stile Cavalieri del Re o Jan & Dean, fuzz umido, chitarre luccicose e germogli power pop. “Another story”, gavettone da spiaggia, apre le danze egregiamente, e la farfisa che sguazza nella successiva “Having a look around” non mi fa pentire di avere pigiato play. Mica stupidi a scegliersi un nome così azzeccato. Consiglio con forza.

Altro giro, altro regalo. Dall’Ammmeriga atterra il disco dei Wheels On Fire, copertina oscena che nasconde un succulento concentrato di folk spuntato su letame punk. Da Athens, Ohio, i regaz hanno mani d’oro nello strimpellare corde e percuotere il percuotibile. Opere del genere portano alla luce qual è la qualità che ormai pare essere prescindibile e che invece “NO!, cazzo, non se ne può fare a meno”: songwriting, lo chiamano gli sfigati, la bravezza nello scrivere canzoni fighissime, lo chiamo io che sono ancor più sfigato. Ricordo di avere aspettato a lungo ed invano un intero album dei Barbaras, ed ora mi rifaccio con questo tripudio di brillantezza. Ballo con immagini alla rinfusa, i Marked Men agresti ricoperti da tonnellate di tamburelli, gli svedesi Ceasars al loro meglio, “Time Bomb Highschool” a volume 11… Ma quello che importa è che qua, appunto, si balla. E di brutto.

E’ il turno della Germania con i Kidnappers (”Will protect you” CD), veterani poppunk-rock. Dopo il punk’n’roll degli esordi, ci riprovano con la poppaggine che tira sempre come il pelo di quella cosa là che si sa quanto tira… A voler essere maliziosi si potrebbe pensare che i due gemelloni stiano cercando di seguire le più dotate orme dei Lost Patrol Band, non riuscendoci. Sono certo che a qualcuno potrà piacere, ma a me proprio no, perché, a dirla fuori dai denti, è un disco di una fiacchezza incredibile. Insomma, un carro di buoi tira molto di più.

Radio Vudù, punk rock nudo e crudo sul lato A e Detroit sound sul B. Copertina e testi dedicati alla feccia che governa il Belpaese. Poco altro da dire, se non che il cantante, anche per colpa di frasi assai ingenue, più che snotty risulta poco gradevole.

I bresciani Mugshots mi costringono a scrivere con imbarazzo queste poche righe. Punk rock pomposo e dai toni cupi, non T.S.O.L. ma piuttosto Damned epoca tastieroni. Quattro canzoni sul 10”, coraggiose, anche quando si sbilanciano con soluzioni ruffiane e pseudo-prog. Quello che però non mi permette di apprezzare la loro proposta è la pessima pronuncia inglese ed il cantato forzatissimo, ostacolo per me insormontabile e sopportabile a fatica. Me ne dispiaccio, perché quantomeno si discostano dalle solite schifezze che ci vengono spedite, ma la cover di “I surrender”  degli Adverts è il colpo di grazia dopo il quale non posso far altro che consigliare di “rivoluzionare” l’aspetto vocale.

Il cd dei Bed Blood non solo non c’entra una mazza con Bam!, ma fa anche simultaneamente cagare e pena.

Tocca ora al 7” delle Kamikaze Queens, che il press sheet definisce “burlesque punk cabaret from Berlin”… ed è subito vomito. Non tanto musicalmente, perché il loro voodoo-billy da supermercato non smuove né nausea né noia né gioia, ma per tutto l’immaginario da pin-up dei poveracci che si porta dietro il carrozzone burlesco. Niente altro da dire. Un 7” che si limita ad inquinare il pianeta senza portarsi dietro neanche una briciola minimamente degna di nota.

Chiudiamo, malissimo, con i “Demons”, già insipidi all’epoca dell’invasione hard punk scandinava. Dopo anni di silenzio ritornano alla loro maniera: pur maneggiando la stessa materia di Sonics e Devil Dogs, riescono nell’intento di annoiare l’ascoltatore prima che inizi la seconda traccia. Missione compiuta.

Finita questa dolorosa solfa, giaccio esanime e privo di speranza. Addio.