Archive for Gennaio, 2010

6 Marzo 2010…

Mercoledì, Gennaio 27th, 2010

Satàn - Satàn 7″ (Shit Music For Shit People)

Lunedì, Gennaio 25th, 2010

(Vom) I Satàn debuttano ricoperti di carta da pacchi, sulla quale svetta una sempre apprezzata croce rovesciata. La mano responsabile di cotanta beltade grafica è quella di Paula H., già conosciuta dai saggi possessori di Bam! Magazine #7. Paula ed Arthur, un progetto equamente diviso tra Italia e Francia, egalité e fraternité, insomma. Il 7” sia apre lussuriosamente con “Lick my feet”, con una Paula incalzante e sinistra a dirigere un sex beat italo-fransè. “Loin de moi” invece è la calma nostalgica, perché post coitum omnia animalia tristia sunt e blah blah blah. Insomma, si tira il fiato, si sospira e magari ci si fa una doccia. “More funny than a mini horse” è il numero più riuscito, delicato ed acidulo r’n’b che ha dalla sua la simpatia suscitata dalla pronuncia naif di Arthur. Il commiato è lasciato a “Satàn”, sulla scia di quel garage-synth-tricchetracche alla Catatonic Youth o Yussuf Jerusalem.

Nel complesso un bel piccolo dischetto. Affrettatevi perché le copie sono solo 300. L’illustrazione è disponibile in 3 differenti colori: nero, rossa o argento!

Contatti:

http://www.myspace.com/jeanclaudesatan

http://www.myspace.com/shitmusicforshitpeople

Sonic Avenues - S/t (Going Gaga records)

Lunedì, Gennaio 25th, 2010

(Vom) Sull’onda dell’euforia decido di scrivere lodi a questo disco solo un’ora dopo averlo ricevuto. Quante volte avete sognato una cascata di armonie impeccabili al millimetro, sorrette da vigore punk rock sulla falsa riga dei Pointed Sticks? Se la risposta è MAI, vi prego di allontanarvi immediatamente dalla mia vista. Se invece avete rizzato le antenne nel leggere il nome dei geni di Vancouver, allora i canadesi Sonic Avenues daranno una svolta a questo vostro triste e gelido inverno. Ventisette minuti di saliscendi vocali, chitarre jingle-jangle memori della miglior tradizione, un impianto ritmico con muscoli e polmoni da maratoneta. Potrei citare ognuna delle 10 splendide canzoni, ma avrebbe poco senso. Immaginate il primo singolo dei californiani Powerchords moltiplicato per 5, con tanto di sporadiche spruzzate di hammond. Scusate la fretta, ma sono impaziente di avere le mani libere per poter riprendere il forsennato air-drumming. Disco fantastico! Se non lo comprate siete più grigi di Murky, il nemico di Iridella.

Contatti:

http://www.myspace.com/sonicavenues

http://www.myspace.com/goinggagarecords (procuratevi anche il resto del catalogo, con particolare attenzione per i White Wires)

The MANGES + GIUDA - Sabato @ Madly!!

Mercoledì, Gennaio 20th, 2010

:: RADIO BAM! :: Episode 69 :: Tuesday 19 Jan. ::

Mercoledì, Gennaio 20th, 2010

RADIO BAM! 3rd season!
Every tuesday night 9pm - 10pm on Radio Onda D’urto
99.600 Mhz / 99.700 Mhz / Streaming

Playlist 19/01/09 - “All Alone Again”
Download Mp3 Podcast - Itunes

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Vermillion Sands - Razors (preview!)
Reigning Sound - Stick Up for Me (In The Red LP)
Yussuf Jerusalem - We Ain’t Comin Back (LP)
Zeros - Don’t Push Me Around (CD)
Marked Men - Whip Me (7”)
Lover - Tonight! She’s Dead (LP)
Nobunny - Chuck Berry Holiday (LP)
Boys Club - Can’t be Beat (LP)
Hunx and his Punx - You Don’t Like Rock’n'Roll (CD)
Satàn - Lick My Feet (Shit Music for Shit People 7”)
Fresh & Onlys - Nuclear Disaster (CD)
Flips - I still Wanna be his Girl (Bancroft 7”)
Kinks - Session Man (CD)
Langhorne Slim - Back to the wild (Kemado LP)
Flyin’ Burrito Bros - Break My Mind (CD)
Shivvers - Please Stand By (CD)
Radio Birdman - Didn’t tell the Man (CD)
Lost Patrol Band - Safety Pin (Ny Vag LP)

Rest In Peace, Jay

Mercoledì, Gennaio 13th, 2010

:: RADIO BAM! :: Episode 68 :: Tuesday 12 Jan. ::

Mercoledì, Gennaio 13th, 2010

RADIO BAM! 3rd season!
Every tuesday night 9pm - 10pm on Radio Onda D’urto
99.600 Mhz / 99.700 Mhz / Streaming

Playlist 12/01/10 - “Last to Know”
Guests on Telephone: Matt Failure from Proton Packs

Download Mp3 Podcast - Itunes

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Jackie De Shannon - Should i Cry (CD)
Kinks - Dead End Street (First Version) (CD)
Lovin’ Spoonful - Lovin’ You (LP)
Flips - That Girl Stacey (Bancroft 7”)
Satàn - Loin de Moi (Shit Music for Shit People 7”)
Goodnight Loving - 4&3 (Wild Honey LP)
Proton Packs - We Believe (preview!)
Murder by Guitar - Artificial Eyes (Jett Kune LP)
Last to Knows - Dig for the Heart (Hey Baby it’s a Secret 7”)
Townes Van Zandt - No Deal (CD)

Black Bones - Pirates of the Coast

Giovedì, Gennaio 7th, 2010

(Vom) Sarebbe bastata la foto della band, in posa e truccata stile pirati della periferia dei Caraibi, per giustificare il velo di silenzio. Invece no. Il cd mi arriva con un foglio di presentazione che merita menzione.

In un angolino a sinistra leggo PUNTI DI INTERESSE e di seguito (trascrivo):

- Uno dei gruppi più innovativi d’Italia

- Molto attivi live, popolarità crescente

- Grande maturità artistica

- Prodotto professionale

- Coinvolgenti anche per chi non ascolta rock

Ecco, a questo punto ci starebbe una pernacchia fragorosa. Ero tentato di spaccare il cd ma poi ho pensato che forse il matto che si occupa del loro press kit avesse fatto tutto alle spalle della band. Sia mai che i Black Bones abbiano davvero inventato la ruota. Tentar non nuoce… e invece nuoce, porca troia.

Si spacciano per un gruppo che fonde punk, folk, metal e hard rock. Per carità, è vero, peccato che lo facciano alla maniera dei Negrita. Il brano iniziale e gli arpeggi acustici che schiaffano qua e là fanno rimpiangere i peggiori Modena City Ramblers, altro che folk. Un carosello di tamarraggine imbarazzante, che non avrei apprezzato neanche a 8 anni sulle autoscontro.

Trascrivo nuovamente, perché le parole seguenti meritano di passare agli annali: “La miscela di questi elementi ha portato alla nascita di un nuovo genere, il Pirate Rock, un rock duro e potente ma anche in grado di incantare con le sue melodie”. Se vabbé.

Ci vorrebbero i Running Wild per sciogliere l’eyeliner di questi Black Bones. Si salvi chi può.

The Untamed - Delicious death… (Heptown)

Mercoledì, Gennaio 6th, 2010

(Vom) L’adorato J. Tex e la sua etichetta mi sbatte sul piatto il terzo disco degli Untamed, trio danese devoto all’occulto da cartolina, che evocano frullando garage punk, country, rockabilly e tutti quei suoni che se li ascoltate al contrario sentite Lucifero che vi ordina di praticare un rimjob al Papa. Avete capito, no? Il numero di telefono della bestiola, insomma. Morte danzigosa, quindi. Ops, intendevo dire deliziosa. Così si intitola il discolo ed è un gran piacere. Perverso, da cripta ma anche da veranda nella prateria, con salopette unta e banjo a tracolla. Spazia dall’up-tempo forsennato al walzer luttuoso, con un armamentario che comprende un piano orgogliosamente honky tonk e dei cucchiai rubati a Spoonman (R.I.P.). Un disco profondamente paludoso ed americano e quindi, stando alla storia recente di queste sonorità, neo-europeo, con Voodoo Rhythm ed Heptown a dettar legge.

Mostrate il ditone ai neverending tours di Fuzztones o Demented Are Go e pregate affinché gli Untamed si degnino di considerare questa triste terra. Tenete inoltre presente che il chitarrista/cantante si chiama Marco Burro! Kapeesh’? Marco Burro! Con un nome del genere you can’t go wrong. Un po’ come Damon Hill! Ricky Tractor! Pasqualino Settebellezze! E allora daje, Burro, dajeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

Contatti:

http://www.myspace.com/theuntamed

Kernel - Servant Of God (Punishment 81 records)

Mercoledì, Gennaio 6th, 2010

(Vom) Kernel. Già, sono gli stessi Kernel che ormai dieci anni fa suonavano un hardcore punk su cui non mi pronuncio. Con moderata sorpresa me li ritrovo nel 2009 in veste semi-thrash metal. Lo dico da subito. Sono spanne meglio di un tempo, in questa cupa incarnazione. L’apertura affidata a “Child” è precisa e poderosa, con un drumming non fantasioso ma comunque millimetrico ed efficace, riff strappacuore ed assoli creativi . Il tachimetro indica velocità discrete ed il loro metal cimiteriale mi ricorda i Coroner o, inevitabile, gli Slayer. L’intero disco è una buona prova, in bilico tra tradizione e staccati mosh e cadenzati (purtroppo) memori di una tradizione tardo anni 90. Se confrontati ad altre formazioni italiane non posso che riconoscere loro il merito di non essere saliti sul carrozzone del thrash for fun, che ora spopola tra grandi e piccini. Non si parla di birra e l’entroterra hardcore risulta evidente dai temi trattati e dalla scelta di includere due brani nella nostra lingua. Inizia ora la nota dolente. Il cantato. Un growling costante, uno sforzo troppo palese ed innaturale, unito ad una pronuncia dell’inglese che bisognerebbe assolutamente perfezionare. Per questo motivo “Falsi liberi” e “Il mio destino”, le canzoni in italiano, sono da considerare germogli di cui i Kernel si devono prendere cura, per distinguersi e possibilmente aprire una nuova via, a patto che ai testi ci si dedichi con maggiore attenzione, evitando frasi che ora come ora paiono haiku esistenzialisti da oratorio. Luci ed ombre, certo, ma degli ascolti “Servant Of God” li merita comunque.

Contatti:

http://www.myspace.com/kernelthrash